www.zaninfoundation.org | FONDAZIONE DON MARIO ZANIN
HOME PAGE
 

La mente e il cuore per i bisognosi

«Il mondo è pieno di tanti uomini di mente, ma pochi di cuore». Dan Mario ripeteva spesso questa frase ai suoi giovani, quelli a cui ha dedicato oltre quindici dei suoi quarantotto anni di sacerdozio, mettendo insieme i suoi compiti di parroco con il suo lontano e mai realizzato desiderio di essere missionario. Ma don Mario Zanin è riuscito ad essere uomo di mente e, insieme, uomo di cuore.

Nato nel febbraio del 1912 a Mellaredo di Pianiga, don Mario Zanin venne ordinato sacerdote nel 1937. E’ stato cooperatore a Legnaro ed al Bassanello, parrocchia alla periferia di Padova, vicario economo e poi parroco ad Arten nel bellunese e quindi, per trentaquattro anni, parroco di Pegolotte di Cona, nel veneziano, dal 1951.

Intraprendente e sereno, don Zanin privilegiava nel suo ministero l'attenzione verso le persone bisognose e la catechesi. A Pegolotte, in particolare, la sua opera ha stimolato moltissimo la laboriosità del paese. Sacerdote dalla profonda pietà e spiritualità, sapeva esprimere in ogni occasione la propria ricchezza umana e la sua amicizia.

Intorno al 1970, è riuscito a coronare il suo antico sogno di operare in favore delle missioni sistemando un appartemento con l'aiuto della sorella Romana per ospitarvi studenti stranieri che intendevano frequentare la facoltà di medicina di Padova.

Quell'idea concretizzata con i propri mezzi andò trovando sempre maggior respiro e sostegno. Da allora, a Pegolotte si sono formati circa settanta medici di colore provenienti da Africa, Asia e America Latina. Alla trentina di studenti in medicina seduti ogni giorno alla sua stessa mensa ripeteva spesso: «lo vi faccio un prestito, voi studiate e diventate medici, e quando tornerete a casa curerete la vostra gente: in questo modo mi ripagherete.».

Don Mario Zanin, uomo di fede concreta, era abituato a gettarsi in imprese coraggiose ovunque venisse a trovarsi. Durante la guerra, è stato protagonista di importanti attività. Di quegli anni preferiva ricordare le camminate notturne nella neve sulle montagne di confine col pericolo di essere catturati, come quando con la collaborazione della sorella Romana ha fatto rifugiare in Svizzera più di mille persone, tra cui molti soldati alleati fuggiti, dopo l'8 settembre, dai campi di prigionia. Li accompagnava oltre i confine e proprio per questo, era stato spiccato contro di lui anche un mandato di cattura. Sfuggi all'arresto per un fortunato avvertimento.

La Provvidenza gli ha così consentito di giungere a Pegolotte per avviare, oltre ad un'incisiva azione pastorale, quest'altra impresa a favore del Terzo mondo, impresa che ha fatto dire ad una giovane congolese, che con molti altri ha pianto sulle spoglie di quello che consideravano un padre:
«La morte è motivo di speranza: torneremo nei nostri paesi e saremo come lui ha voluto».

 


 

FONDAZIONE DON MARIO ZANIN
Studenti dal Mondo, Laureati nel Mondo

ITALIANO | ENGLISH | FRANÇAISE